- Ora capisco dove siamo- disse consultando la mappa - L'esplosione ci ha sparato nell'ultimo dei Mondi Alterei, Mnemonia.
Su Mnemonia le dimensioni percettive sono diversificate, poichè i ricordi di ognuno sono così vivi da avere lo stesso potere d'impressione sensoriale del presente.
Questo è il bosco di Mnemonia, ma noi non lo vediamo nello stesso modo, poichè in esso sono contenuti tutti i boschi del nostro passato.
[Tratto da "Elianto" di Stefano Benni]

giovedì 22 settembre 2016

Mi arrendo

Non riesco a ricordare l'ultima volta che sono stata felice.

Qualche mese fa, ho rispulciato tra i vecchi post, rispolverando vecchi ricordi e vecchie sensazioni. Vecchie sensazioni scaturite dall'empatia verso la me stessa passata, rileggendomi e risentendo l'eco dello stato d'animo tra quelle righe.
E c'era un post in cui sembrava fossi felice. E sono stata tremendamente sorpresa, perché è come se avessi scoperto che nel passato, non mi ricordo quanti anni fa, non mi ricordo nemmeno più in relazione a cosa, sono stata felice.
Ero stranita.
E' una sensazione così lontana che non riesco nemmeno a risentirla; non riesco nemmeno ad immedesimarmi in quella ME felice, non riesco a sentire un minimo di empatia.
Semplicemente non mi ricordo come sia la sensazione di quando si è felici.

Ho trovato sempre un mondo di andare avanti, e, anche se la maggior parte delle persone mi ritiene una terribile pessimista - solitamente le persone non realiste, io sono semplicemente analitica -, di fatto, ne sono stata in grado solo in quanto, da inguaribile ottimista, ho sempre pensato, in fondo in fondo, che qualcosa  ad un certo punto, non si sa bene quando nel futuro, sarebbe andata meglio.
Niente di più umano, in due parole, spirito di sopravvivenza.

Ho iniziato più o meno a 9 anni a vedere speranzosamente un barlume di luce, una fine non meglio definita allo stare di merda sempre e comunque.
Sono passati poco meno di 20 anni e quella luce non l'ho ancora mai incrociata.
Il problema fondamentale è che ora non la vedo più: la mia linea immaginaria nella traiettoria del tempo (per citare Kundera), al di là della quale ci dovrebbe essere, se non proprio la felicità, almeno un attimo di tregua da almeno qualche problema, è scomparsa.
E' semplicemente tutto buio. E tutto triste.

Sono sempre stata una bambina e un'adolescente molto fantasiosa, ma a questo punto, in questa situazione, la spietata realtà fa a pezzi qualunque alternativa.

E io ho perso le forze, non riesco più a trovarle da nessuna parte.
Le forze per combattere contro tutto, contro la mia salute precaria, contro le situazioni assurde in cui finisco, per cercare di crearmi in ogni modo, una fantasiosa opportunità di un futuro migliore.
La realtà può ora farmi a pezzi in duello a senso unico, non ho più le forze per difendermi dai suoi colpi.

Mi sono arresa. Alla fine,


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