Chissà chi è il primo a lasciarsi andare, se la mente o il corpo.
Se è il corpo che per primo invia un segnale di una qualche cellula anarchicamente impazzita, provocando un rilascio di una qualche sostanza, magari un ormone, magari causando anche solo un cambiamento dei livelli di concentrazione di un minerale, dicendo al cervello "è l'inizio della fine, arrenditi".
Oppure è l'opposto: è la mente che, stanca di vivere, che sempre più spesso pensa che non ne vale la pena, che sarebbe meglio che tutto finisse, che si svanisse nel nulla, possibilmente il più in fretta e il meno dolorosamente possibile, e, in questo modo, manda segnali al corpo dicendo "smettila di funzionare, non voglio più esistere".
Chissà poi quanto tempo impiega il nulla ad impossessarsi completamente del corpo, fino ad esaurire completamente le sue funzionalità e farlo finalmente tacere.
Chissà dove sarò io quando questo accadrà.
Sarò in un posto che non mi appartiene, sarò in una delle case che condivido con qualcuno per qualche settimana.
Sarò sola, e va bene così.
Sarò circondata di libri, che sono stati la mia vita: sono state le gioie più grandi della mia esistenza e mi hanno fatto sopravvivere.
Mi piacerebbe avere anche un gatto con me, perché sono gli esseri più belli dell'universo ed ho sempre sperato di condividere un pezzo della mia esistenza con loro.
Ma ci saranno i libri, e magari in quel momento starò leggendo di un libro che racconta di una persona che vive con il proprio gatto ed io, immedesimandomi in quelle parole riuscirò a trasformarlo in realtà.
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