E' difficile da
spiegare per qualcuno che non l'ha "vissuto" e so che probabilmente
non riuscirò a trasmettere l'idea che aleggiava in quel periodo nelle nostre
teste, probabilmente parrà un bizzarro vaneggiamento.
Si parla di qualcosa
come 5-6 anni fa.
Avevo trovato una
piccola combriccola di amici, avevo un migliore amico con cui c'era un legame
quasi morboso e davvero poco sano (soprattutto per me).
Ma soprattutto
frequentavo il ginnasio del liceo classico.
Erano quei due anni
in cui si studiava quella stupenda materia che si chiama "epica".
L'adoravamo tutti ma il tema centrale era sempre e solo uno solo: la morte. Noi
ci ridevamo su. Abbiamo analizzato il concetto in tutte le sue sfaccettature,
attraverso brani, commenti, analisi del testo, dibattiti in classe.
[Insomma,oggettivamente
è un tema su cui ci si può discutere una vita intera, data la produzione
letteraria sull'argomento (pensate solo a Dante), e parimenti in ambito
filosofico.]
In ogni caso era un
tema assolutamente preponderante nelle nostre lezioni e, per come veniva
affrontato, era molto interessante.
[Ci tengo a precisare
che questi due anni hanno poco a che vedere con l'ambiente competitivo e pregno
d'ansia creatosi negli anni successivi all'interno del nucleo della mia classe]
Quando l'anno in cui
stavo frequentando la prima liceo (ovvero il terzo anno delle superiori), una
ragazza - che io conoscevo solo molto vagamentoe per la comune presenza alle
assemblee del giornalino della scuola- si è suicidata, indipendentemente l'uno
dall'altro io e quello che poi è diventato il mio compagno di banco e di
sventure, ci siamo posti la stessa identica questione (che per la sua natura io
ho osato confidare solo a lui): si può provare curiosità per la morte?
Dal momento in cui
questa domanda mi è balengata in testa mi sono sentita di una stupidità
infinità perchè è ovvio che per arriavare a compiere un gesto del genere doveva
essere lacerata dentro(e avere una profonda lucidità mentale per rendersene conto -
il suicidio è un atto lucidissimo, su questo non ci si scappa-)e ancora adesso
mi sento un'idiota per averla formulata, ma pur avendola accantonata
immediatamente è rimasta ad aleggiare nella mia mente. Può una cosa come la
morte diventare un qualcosa di così "familiare" da spingerci a
provare curiosità verso di essa? Il fatto stesso di aver formulato un'ipotesi
del genere rende superflua una mia risposta, che sarà ovviamente affermativa.
Sembro folle vero? Ve
l’avevo detto.
Ho fatto una profonda
analisi di me stessa. Non è stata volontaria. E’ stata una sorta di improvvisa
illuminazione nel bel mezzo di una notte insonne, quelle in cui non si riesce a
prender sonno neanche se si è in piedi da 14 ore. Ho capito cosa c’è che non
va. E poi l’ho espresso davanti ad un altro essere umano, fissando il vetro
della mia macchina,mentre la pioggia batteva furiosamente. Ho iniziato a
parlare e mentre mi esprimevo rielaboravo nuovi pensieri senza neanche
rendermene conto. Non realizzavo di pensarli, parlavo e basta. E una volta
terminato il mio denso monologo mi sono resa conto che avevo VERAMENTE capito
il punto del problema.
L’avevo analizzato nella
sua interezza, non solo intuito, ma compreso a fondo.
E?
Non aspettatevi
qualche strabiliante rivelazione, di fatto, sembra non essere mutato nulla alla
fine, perché nulla si può realizzare contro meccanismi di difesa eretti nel
corso degli anni, anche perché, in tutta onestà, nel momento stesso in cui ho
realizzato la loro esistenza, mi sono anche convinta della loro indubbia
utilità, sebbene siano in sostanza il motivo per cui mi sto rovinando la vita
con le mie stesse mani.
So che in questo
momento nutro la necessità di costruire un ponte tra le due differenti “personalità”
che si sono create nel tempo, che stanno entrando in lotta l’una con l’altra.
Serve una mediazione.
E poi c'è la speranza, un' Attila.
3 commenti:
- Ricordo perfettamente il periodo di cui parli, perchè è lo stesso in cui ci siamo conosciute [scrivo quest'ultima parola senza virgolette perchè sebbene la nostra sia una conoscenza virtuale la reputo molto più vera di tantissime altre che ho avuto nel reale], così come ricordo perfettamente il tuo post su questa ragazza, erano poche righe estremamente rispettose. Pensa che ricordo anche il modo in cui si è tolta la vita... ci credi che ogni tanto mi capita di riflettere su di lei? Sembra pazzesco ma è così.
Tornando al contenuto del tuo post, è sorprendente come le più grandi - e spaventose - rivelazioni accadano e basta, come a volte siano consequenziali, spesso logiche, come seguano certi discorsi e come escano e basta, di getto. Questo non cambia quasi mai la situazione, ma prenderne atto ci aiuta a capirci, a vedere cosa stona davvero, cosa c'è che non va.
Ma non è sempre un bene.
- La mia curiosità si è sempre soffermata più sul suicidio che sulla morte in sé per sé... pensare di potere decidere IO quando porre fine alla mia vita, mi ha sempre affascinata. Il dopo sinceramente non lo immagino, è il nulla. Un profondo nulla.
- Detto per la cronaca, negli anni mi sono accorta di non avere meccanismi di difesa, ma neanche uno. Sono una fottuta preda in balia di me stessa, ed io, nei miei riguardi, sono una vera e propria aguzzina.
Per questo rimango sempre incantata davanti a chi ha una struttura difensiva congeniale e ben costruita... se mi ci soffermo molto divento persino invidiosa.
Un abbraccio!
.+*°*+.SHiNE.+*°*+.
RISPONDO AI TUOI COMMENTI:
- Guarda, i vasi sanguigni di mia madre sono tutti in rilievo, ma nel ventre la cosa è terribilmente impressionante. Se non l'avessi visto più volte con i miei occhi non ci avrei creduto nemmeno io, questo per dirti quanto fa senso il suo corpo e la sua magrezza in generale.
- Sai che anchio mi sono stupita spesso della mia sanità mentale? Lo si può tranquillamente chiamare miracolo.
Razionalmente parlando l'autolesionismo, per quanto assurdo possa sembrare, mi ha aiutato a buttare fuori gran parte del disagio che provavo perchè mi ha aiutato ad allentare paurosamente la tensione che avvertivo nel mio interno. Ovviamente non è stata una soluzione perchè ha creato altri problemi, ma almeno non ho mai avuto raptus omicidi. C'è da dire però che da piccola ho avuto dei comportamenti molto preoccupanti di cui mi vergogno immensamente... non ci ho mai voluto seriamente pensare perchè grazie a Dio si sono azzerati con la crescita, quindi anche ora evito di pormi particolari problemi. L'importante è riuscire a restare ora in contatto con me stessa, il passato è passato.
- Per me "Sex And The City" ha rappresentato tantissimo, perciò sono felice di avere i DVD. Forse riesci a trovare qualcosa con i torrent, ormai su streaming tutte le vecchie serie di qualsiasi telefilm sono andate [maledizione!].
- Non ho mai visto né "L'esorcista" e né "The Village", ma di entrambi conosco trama e vicende. Guarda, "Shining" non è un horror in senso stretto, non mette paura o chissà cosa, solo che è estremamente grottesco e inquietante, motivi per i quali mi ha così terribilmente colpita. Comprendo la tua riluttanza [e per questo ti giustifico^^!], ma fidati se ti dico che per "Shining" ne vale davvero la pena^^! Se mai ne avrai modo e occasione, provaci :) !!
- nel film "White Oleander" la protagonista che crea delle "valige rappresentative", cioè ne decora l'interno in modo che possano rappresentare i periodi più significativi che ha vissuto negli ultimi anni. E' un tipo di film molto intenso e delicato, assolutamente né horror né thriller, perciò te lo consiglio^^!
- Diciamo che per il momento la "S" vale solo per determinati capi e marche. Purtroppo non sono ancora magra, diciamo che ora mi definirei "normale tendente al grasso", condizione che ho tutta l'intenzione di modificare. Il mio obiettivo è una "magrezza sana", un leggerissimo sottopeso che non comprometta affatto la mia salute ma che mi faccia finalmente sentire bella davanti ad uno specchio. Ragion per cui ne ho ancora parecchia di strada da fare :( !!
Comunque sì, la mia amica è stata un vero tesoro nel comprarmi la maglia... se ci penso mi viene il magone^^!
- Purtroppo ammetto che trovo il junk-food estremamente appetibile se parliamo unicamente del sapore: il grasso è talmente eccessivo che alcuni cibi sono in grado di ribaltarmi letteralmente le papille gustative, ma il gioco non vale assolutamente la candela. Non si tratta di cibo solamente iper-calorico: nutrizionalmente parlando è totalmente privo di sostanze sane e utili al nostro organismo. Semmai è proprio tossico, non salutare ed inoltre trovo che finanziare questo genere di multinazionali sia assolutamente immorale. Insomma, è spazzatura, letteralmente. E il discernimento, che dovrebbe essere la chiave di volta, è irreversibilmente assopito dalla pubblicità e dalle pessime abitudini che la società ci ha inculcato. E' aberrante.
- la cosa ti stupirà, ma il roll-on occhi della Garnier è praticamente bianco! Mai avuto un correttore così chiaro, il che per me è stra-positivo dato che la tonalità della mia pelle è sotto lo zero! Il problema del "fondotinta / correttore perennemente più scuro della mia carnagione" è sempre stata una piaga anche per me. So comunque di non convincerti all'acquisto visti gli INCI che cozzano contro la tua pelle, ma per quanto riguarda la mia ne sono veramente estasiata. La BB Cream invece è più scura [ti pareva].
Sono felice che tu abbia comprato la matita Collistar^^! Per me è la migliore sul mercato e spero che ti lasci soddisfatta quanto lo sono io^^!
- Il frangipane è il fiorellino che è nell'immagine del post in cui lo cito! L'ho scoperto per caso e mi piace davvero tanto, anche se il fiore del mio cuore resterà per sempre la passiflora [amo anche la ninfea, l'amarillis e l'ibisco].
- Ti dirò, sono stata una consumatrice accanita di Splend'Or al cocco - e del fratello dal tappo blu - fino a quando non è più riuscito a sedare i miei nodi [purtroppo chiunque non ha i miei capelli sottili non può capire l'entità della situazione].
- permettimi di confermare i tuoi pensieri: qualsiasi donna desidererebbe poter mangiare come un treno conservando un corpo da uccellino, ma veramente QUALSIASI. Sta storia delle curve e delle forme quando esce dalla bocca di una donna è 'nà minchiata fuori misura, detta unicamente per paraculare il proprio aspetto fisico "non propriamente da silfide" [= leggasi anche "da ippopotamo"]. Io sinceramente pagherei per potere arrivare - e sopratutto mantenere - senza sforzo il mio ideale di fisico... non credo che il mio rapporto con il cibo migliorerebbe [ci sono in ballo troppe implicazioni psicologiche per potermi mettere l'anima in pace], ma sicuramente sarei ESTREMAMENTE più serena e rilassata in merito a molte altre cose assolutamente non secondarie.
Ciò che comunque mi urta i nervi è che passi l'invidia se avessi capacità ultra-terrene [me ne fregherei dell'invidia superando la cosa con larga falcata], ma alla fine io sono solo una miserissima comune mortale che si deve ammazzare a suon di palestra e di dieta per ottenere uno straccio di risultato e che deve fare il doppio della fatica per mantenerlo. E' questo che a me suona davvero offensivo: vedi la fatica che faccio e ciò nonostante mi getti addosso nerbate di merda solo perchè sei immobile nella tua totale inadeguatezza. Io so cosa significa sentirsi ed essere passivi, per questo mi permetto di pensare che effettivamente mi merito un briciolo di rispetto da chi è infossato nel pantano, e invece alla fine vengo più odiata di chi ottiene risultati senza fatica, come se essere capace di prendere in mano una situazione sia cosa altamente deplorevole e ancor più fastidiosamente insostenibile.
E tutto questo, ovviamente, mi ferisce.
Un abbraccio!
.+*°*+.SHiNE.+*°*+.
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